Siro Cugusi – Laughter and Forgetting
dal 4 ottobre al 10 novembre 2025
La musica, gli stati di felicità, la mitologia, i volti scolpiti dal tempo, certi crepuscoli e certi luoghi, vogliono dirci qualcosa, o qualcosa dissero che non avremmo
dovuto perdere, o stanno per dire qualcosa; quest’imminenza di una rivelazione, che non si produce, è, forse, il fatto estetico.
Jorge Luis Borges
Laughter and Forgetting è una serie di dipinti che rivisita i generi tradizionali della pittura di paesaggio e natura morta, combinando elementi iconografici riconoscibili con forme astratte e pennellate gestuali. I temi portanti di queste opere sono: la memoria, la natura, il tempo, il mistero, il sogno, elementi che si presentano come un caleidoscopio di immagini onirico, dentro cui si confondono ricordi ed eventi presenti senza soluzione di continuità. Le opere investigano la tensione tra il figurativo e l’astratto in spazi indeterminati di mondi fittizi e psicologici che pullulano di corpi e oggetti ibridi, di figure misteriose che si uniscono in una confusione di prospettive in un contesto in cui la natura svolge un ruolo importante, spesso in contrapposizione alla tecnologia e alla modernità, come un rifugio dalla perdita e un possibile luogo di riconciliazione con il passato e con se stessi.
Corpi umani, flora, fauna e mondo minerale coesistono insieme, non in uno spazio razionale, ma piuttosto in una dimensione dove le leggi della natura vengono capovolte: un santuario interiore per esseri umani e mitici, un luogo di fascino e mistero. Le opere sono contraddistinte da figure che non corrispondono più ai nomi che abbiamo dato loro e che non rispettano la narrazione tradizionale, offrendo un luogo di introspezione meditativa dove si può contemplare la bellezza e il mistero, uno spazio rappresentato da un linguaggio autonomo personale e sconosciuto, pieno di significati arcaici e metaforici; un linguaggio che non è rappresentato da immagini chiare, ma piuttosto nel modo in cui i ricordi spesso si presentano a noi, come in un sogno: velato, senza logica, incompleto.
In questo contesto la realtà sfuma in una sua dimensione onirica, quasi mitica, tessendo l’intreccio di una storia passata che in parte si è verificata e in parte no. La fisicità e il realismo del ricordo perdono valore, vengono marginalizzate, per dare spazio alle sensazioni che forse sono ciò che davvero il passare del tempo, con le sue esperienze, ci vuole dare. La tematica della memoria è quindi presente sia come elemento narrativo sia come strumento per esplorare la complessità della realtà e il passare del tempo. Investigando nei i ricordi, il prima e il dopo si fondono sottolineando la natura fluida e frammentata della memoria e il modo in cui essa plasma la nostra identità.
“Siamo la nostra memoria, siamo quel museo chimerico di forme mutevoli, quella pila di specchi rotti”. Borges In questo ambito anche il tema dell’oblio riveste particolare importanza, presentandosi non solo come assenza di memoria e nostalgia del passato, ma anche come ricerca di significato e verità in un mondo frammentato e caotico in continuo cambiamento. Infatti esso può essere visto come un processo dinamico, un elemento attivo e necessario per la vita e la conoscenza, una forma di gestione del passato che permette di selezionare, elaborare e dimenticare ciò che non è più utile o necessario e quindi inteso come una componente essenziale per la creatività e l’immaginazione, permettendo di creare nuove connessioni e nuove possibilità, nuove realtà, astratte e controllate, in cui forme e figure emergono e svaniscono tra spazi vuoti e pieni, come visioni enigmatiche che rimangono aperte all’immaginazione individuale di ogni osservatore.





